Le gare? Le chiudevo, da bambina, con papà!

La mia vita da gara è cominciata quando frequentavo le scuole elementari. Il sabato mattina nell’ufficio di mio padre ci si riuniva per quello che all’epoca consideravo uno strano rituale: si chiudevano le buste per partecipare alle “gare”, affascinanti competizioni sportive alle quali mio padre si iscriveva consegnando giganti buste, sigillate con ceralacca e sulla quale per puro divertimento premevo il timbro con tutta la forza che avevo per chiudere bene la busta.  Ma poi, che c’entrava la corsa con il mestiere di papà?

Anni fa, quando dovevo decidere se lanciarmi o no in quest’avventura, tra mille dubbi, quei ricordi ritornavano continuamente e, ad oggi, sono fermamente convinta che in quei momenti stavo già tratteggiando la mia strada.  

La mia prima gara nell’era dell’e-procurement è stato un totale disastro: file da assemblare con il documento di identità, da firmare digitalmente e caricare sul portale… che ci vorrà? Minuti dopo contemplavo inerme il disastro compiuto, con quei dubbi che riaffioravano di nuovo nella mente.

Nei giorni successivi, metabolizzando non solo l’accaduto ma anche le critiche di chi osservava la mia frustrazione, decisi che dovevo partire da quello che fino a quel momento mi aveva regalato le migliori soddisfazioni: lo studio! Studiai tanto e di tutto, seguendo anche corsi di formazione: rispolverai i testi universitari (d’altronde alla magistrale avevo fatto anche un esame sul Codice degli Appalti!), sentenze, articoli di approfondimento, manuali d’uso dei portali di e-proc e cominciai anche ad osservare quello che facevano gli altri uffici gare con i quali capitava di collaborare.

Decisi di mettere a punto un mio sistema di archiviazione di file, perché tra DGUE e dichiarazioni varie rischiavo di presentare buste incomplete; nel frattempo le gare cui dover partecipare si moltiplicavano! Decisi pertanto di implementare la mia organizzazione: lo step successivo fu la creazione di un archivio dove raccogliere le informazioni generali, gli atti costitutivi, i curriculum dei professionisti, format di dichiarazioni, riepiloghi polizze e tutto quanto necessario ad un perfetto ufficio gare!

Le regole del gioco erano finalmente ben chiare e le carte erano perfettamente disposte sul tavolo: quel disastro era diventato solo un lontano ricordo.

Gli appalti erano diventati la mia missione, non ne avevo mai abbastanza. Spronata dai miei superiori e dai colleghi (che, a dirla proprio tutta, non ne potevano più dei vari “TAR”/“Consiglio di Stato”/”ANAC” propinati in pausa pranzo), mi lanciai nel fantastico mondo della consulenza: i RUP doveva pur supportali qualcuno e io volevo nuove sfide.

Riabbracciai libri e i manuali dell’e-proc ma, stavolta, lato Amministrazione, la tanto ambita Stazione appaltante.

Ho scoperto l’altra faccia della medaglia: la mia sfida continua ogni giorno, tra gare a cui partecipare e appalti da programmare, durante ogni riunione a cui partecipo con i miei adorati RUP, dalla fase di programmazione della spesa al rilascio del Certificato di regolare esecuzione.

La mia fame di sapere e di conoscenza si alimenta e cresce.

La mia vita da gara è ibrida, è la mia passione, è la mia sfida continua e la mia grande soddisfazione.

Luigia Matrella

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