La mia #Vitadagara si tinge d’azzurro alle olimpiadi

Il mio viaggio nel mondo dei contratti pubblici inizia nel vicino 2018. Da quel giorno è incominciata per me una vera e propria avventura fatta di studi diurni e notturni, caratterizzati da una quasi maniacale e forse un po’ ingenua ricerca della verità, in un campo dove ho imparato che l’unica cosa certa è -ahimè – proprio l’incertezza. Mi ricordo così che sono un sostenitore del “long life learning”.

Imparare l’arte del mestiere in poco tempo, ovvero quella di Responsabile Ufficio Acquisti per un ente ibrido a cavallo tra il pubblico e il privato come una Federazione Sportiva Nazionale, non è stato affatto semplice, per quanto stimolante e arricchente soprattutto sul piano delle competenze.

Così, dopo quasi otto anni di impegno nell’Ufficio Stampa e Rapporti con i Media della stessa Federazione, ho rispolverato le nozioni di diritto amministrativo apprese durante il corso di laurea in Scienze dell’Amministrazione, cercando di arricchire al massimo il mio bagaglio di conoscenze sia teoriche che pratiche fino a scontrarmi con le innumerevoli contraddizioni di quello che sarebbe stato l’istituto più frequentemente utilizzato per importi di modico valore: l’affidamento diretto.

Parte così una ricerca molto più approfondita sulle incongruenze di questa procedura, con lo scopo di evidenziarne invece i punti chiari e la perdurante confusione che tutt’ora ruota intorno ad essa. Scopro così dei veri maestri, delle guide, primo fra tutti il dott. Luigi Oliveri, nel cui pensiero e nelle cui tesi trovo un conforto alle mie perplessità. Capisco che il dubbio è l’unica salvezza in questo ambiente e che quando hai capito di aver capito, hai soltanto (ri)definito il confine tra te e l’immensità che contraddistingue il mondo degli appalti.

Inizio allora a fare quello che da sempre mi riesce meglio: scrivere. Scrivo di procedure sottosoglia, di affidamenti diretti, della differenza tra preventivi e offerte, tra affidamento diretto e procedura negoziata, tra affidamento puro e mediato; scrivo, insieme a colleghi di grande profilo, pure una guida dedicata ai Rup. Scrivo talmente tanto che quando mi metto a cercare nuove risposte a nuovi dubbi devo accontentarmi, non senza un pizzico di soddisfazione, delle mie stesse pubblicazioni. 

Se oggi a distanza di quasi quattro anni mi volto indietro, non cambierei una virgola. All’epoca lasciai un ruolo ben definito per lanciarmi nell’ignoto di un qualcosa ancora da costruire. Quel qualcosa oggi ha preso forma e funziona, funziona bene.

Come nello sport, anche il mondo del lavoro è fatto di sfide, di gare quotidiane. Io mi sento un agonista in questa eterna competizione dove studi, ricerca e lavoro sono inevitabilmente intrecciate.

Pier Luigi Girlando

1 commento su “La mia #Vitadagara si tinge d’azzurro alle olimpiadi”

  1. Sono orgogliosa di leggerti Pierluigi, sei una persona speciale, preparato, competente e di una caratura umana straordinaria, sono molto fiera di te!

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