Valentina: “il mondo degli appalti è semplicemente il mio grande amore”

“Ho avuto la fortuna di trovare un altro posto di lavoro. Faccio l’operaia delle pulizie, 3 ore al giorno dalle 6
del mattino. Mi impegno al massimo perché so che più mi impegno più mi danno ore. E con più ore
guadagno di più. Nell’azienda per la quale lavoro non andiamo più d’accordo e per quieto vivere ho deciso
di andarmene.

Un altro imprenditore ha deciso di assumermi come capo operaia e io devo distinguermi anche qui.

Ma non posso. 13 mesi fa mi hanno detto che ho un cancro, non uno qualsiasi, uno che operi e va via. No,
un lemiosarcoma uterino. Non mi sono curata ed ha progredito. Mi sta mangiando lentamente, un giorno
per volta, un pezzo alla volta”.

Era gennaio del 2019, intraprendevo una nuova sfida lavorativa ed al tempo stesso fronteggiavo quello che
ora tutti chiamano il Brutto Male, perché cancro è brutto anche da dire.

Non volevo sfigurare nell’azienda che mi aveva appena assunta ma non potevo permettermi di andare sui
cantieri, le gambe non avrebbero retto e i dolori non me lo consentivano.

Ho avuto l’enorme fortuna di entrare in un’Azienda che mi ha accolto, non mi ha solo assunto, e mi ha
concesso tutto il tempo necessario per curarmi a patto che… Che cominciassi a curarmi.

Mi sono creata un piccolo ufficetto con il tavolo più scomodo di tutta la sede e una sedia che non si capiva
mai se si alzava o si abbassava. Ho rubato con gli occhi, ho cercato di capire dove potevo essere utile
all’interno dell’ufficio senza costringere il mio corpo a delle imprese che non ero in grado di affrontare.

È così che ho incontrato il mondo degli appalti. Se ne occupava solo il Capo ma era già abbastanza oberato
e non vedeva l’ora di delegarle. Ma io ero un’operaia con un corso di studi senza attinenza e passavo gran
parte delle mie mattinate in ospedale o sul divano dell’ufficio del capo. Come potevo essere utile?

Studiando. Il Capo mi aveva comprato un portatile ed io mi sono iscritta a corsi online. Ho acquistato
compendi e manuali ed ogni mattina, quando l’assistenza medica veniva a prendermi, li portavo con me nel
reparto di Oncologia. Il fuoco mi entrava nelle vene e nella testa nozioni, articoli, sentenze.

Studiare era uno dei pochi modi che conoscevo per portare la mia testa aldilà da quell’Istituto, e non ho
mai smesso. Ho cominciato così, un patto d’integrità alla volta e poi un DGUE e più aumentava il mio sapere
più ero felice e mi sentivo fortunata.

Mentre la mia mente imparava il mio corpo si ammalava, un pezzetto per volta, sempre di più. Avevo
metastasi in molti organi, ho subito interventi, mi sono sottoposta a chemioterapia, radioterapia, dialisi, ho
avuto degli infarti, un aneurisma, ho pianto, ho sentito tutto il dolore del mondo e per la maggior parte del
tempo ho creduto di non farcela. Ma non ho mai smesso di lavorare.

Ho avuto l’enorme fortuna di essere accolta, e non solo assunta, da una “famiglia” che mi ha protetta, che
ha fatto scudo attorno a me e che mi ha sempre supportata incondizionatamente.

Non mi sono mai sentita una dipendente, il mondo degli appalti è semplicemente il mio grande amore. Mi
sono appassionata, mi sono emozionata alla prima gara fatta completamente in autonomia, ho pianto al
primo progetto e mi sono sentita estremamente orgogliosa di me al primo “Ottimo lavoro” del mio Capo.
E questo mondo, questo lavoro è diventato il motivo per alzarmi la mattina, l’incentivo per prepararmi, uscire
e cercare di fare del mio meglio. È diventato la mia vita.

Il 24 settembre 2021, orgogliosamente invitata all’evento LIFE di ANIP Confindustria, mentre sedevo fra i
più grandi del mio settore, mentre mi scattavano questa fotografia, il mio oncologo mi chiamava per
confermarmi che nel mio corpo non c’erano più tracce di metastasi.

Grazie al mio lavoro sono qui, sono viva e sono libera.

Valentina Cafiero

1 commento su “Valentina: “il mondo degli appalti è semplicemente il mio grande amore””

  1. Ottimo lavoro. Il mondo degli appalti se trovi l’azienda giusta con un buon ambiente lavorativo è un’ottima realtà. Purtroppo nel mio caso ho sempre trovato aziende che seppur strutturate non consentivano quell’atmosfera lavorativa di cui parlava shumpeter. Ora sono nell’ennesima azienda si grande ma con orari eccessivi e il problema di spostarmi di un’ora all’andata e una a ritorno per andare a lavoro oltre ovviamente a sabati non pagati. Nonostante tutto anche io come te mi sono appassionato e studio e mi aggiorno sempre con testi della maggioli o sul portale legislazione tecnica ormai da 4 anni. Ora sto per dimettermi a fine mese e mi avvicino alla mia zona in una poccola azienda dove farò gare ma anche altro. Spero di riuscire a raggiungere quella pace Interiore. Auguri per la tua salute e lavoro

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